Angeli Bianchi… Angeli Neri (1969)

agosto 17, 2008


Scheda del film:

Regia: Luigi Scattini
Soggetto & Sceneggiatura: Luigi Scattini
Fotografia: Claudio Racca
Montaggio:: Luigi Scattini
Con: Anton LaVey
  Diange Lavey
Voce Narrante: Enrico Maria Salerno
Voce Narrante (ENG): Edmund Purdom
Musiche Originali: Piero Umiliani
Una Produzione: P.A.C. – Caravel
   
Prima Proiezione ITA Settembre 1969
Prima Proiezione USA 10 Novembre 1970
Prima Proiezione JAP 7 Febbraio 1970

Sinossi:
Nel cimitero di Hightgate uomini e donne dall’aspetto normale profanano il luogo sacro compiendo riti di magia nera. Riti simili vengono compiuti in casa di Eleonor Bone, di professione strega, per togliere il malocchio ad un cliente e da Alexander Sanders, uno stregone di Londra che, nel nome di Satana sta celebrando  un matrimonio dinnanzi a giovani iniziati. E sempre nella città inglese si assiste per la prima volta alla diabolica messa nera. Successivamente in Brasile, alcuni seguaci di una setta, invocano gli spiriti benigni offrendo cibi ai morti mentre, durante il carnevale di Rio, avvengono alcune cerimonie di iniziazione di giovani mulatte con riti primitivi. In America un professore mantiene in casa sua un uomo, Ted Serios, per studiarne le straordinarie facoltà, che gli permettono di impressionare sulle lastre di una macchina fotografica tutto ciò che pensa al momento dello scatto. Sempre in America, a S. Francisco, si assiste alla celebrazione di un matrimonio da parte di Anton LaVey che si qualifica Satana in persona, mentre a Los Angeles avviene l’ibernazione del primo uomo sulla terra.

Note del regista:
“E’ accaduto un delitto. Durante la notte un allucinante episodio ha sconvolto la sacralità di questo luogo.
Sembra assurdo, ma le vittime non sono persone fisiche. Sono i morti! Quest’uomo è un testimone. Ha visto esseri umani avventarsi a scoperchiare le tombe… Aperte le bare hanno affondato le mani nei resti orrendi dei cadaveri…”
Un episodio assurdo, allucinante, che mi ha spinto a indagare nello sterminato universo della magia bianca e nera di cui questo film proponeva alcuni esempi limite, capaci di illuminare lo sconvolgente confine tra la realtà e la stregoneria.
In tutto il mondo ci sono uomini e donne che praticano le arti magiche o diaboliche. Tra Dio e Satana ci sono gli Angeli Bianchi e gli Angeli Neri. Sono persone normali, come noi. Forse sono tra i nostri conoscenti. Invocano Dio o Satana alla ricerca di una magia forte, miracolista, che la macchina da presa ha fissato con immagini senza precedenti…”

Così iniziava il film Angeli Bianchi… Angeli Neri.
Appena letta questa notizia su un giornale, mi recai immediatamente sul posto, il cimitero di Hightgate a Londra. Un impatto non indifferente, ma con la decisione di raccoglierne del materiale per realizzare un film alle soglie del paranormale.
Tornai in Italia. Ero reduce dal successo strepitoso di Svezia, Inferno e Paradiso e in quel periodo mi arrivavano diverse offerte da produttori europei che volevano fare film simili a Svezia: Germania, Inferno e Paradiso Francia, Inferno e ParadisoInghilterra, Inferno e Paradiso, e così via.
Io volevo portare avanti il discorso documentaristico, perché ero nato come documentarista e quello volevo fare nella vita. Decisi quindi di continuare a girare questo tipo di film ma in un campo completamente nuovo e allora completamente inedito; quello della magia, della parapsicologia ma soprattutto la magia portata nei paesi civilizzati, moderni, come Stati Uniti, Inghilterra, Paesi Scandinavi.
Era la prima volta che si affrontava in Italia un argomento simile e questa era la notizia che cercavo, che stavo aspettando.
Ne parlai con i produttori, e anch’io, come già avevo fatto con Svezia, Inferno e Paradiso, entrai a far parte della produzione, investendo i guadagni fatti con il precedente film.
Chiamai subito Claudio Racca, l’operatore che mi aveva seguito in Svezia e partimmo per realizzare il mio sesto film.

Sabbath di streghe a Londra

Sabbath di streghe a Londra

Girammo in tutto il mondo: in America, Sud America, Europa del Nord, Estremo Oriente etc.
Undici mesi di riprese sempre a rincorrere la veridicità. E fu questa la parte più difficile dell’operazione, in quanto spesso soggetta a varianti di… carattere economico.
A Los Angeles, per esempio, mi incontrai con un tizio che teneva la madre in una bara di ghiaccio per poterla poi abbracciare al suo risveglio più “fresca di prima”.
Unica differenza, l’aumento del prezzo giorno dopo giorno per sfruttare al massimo il “ricatto economico”.

Anton LaVey

Anton LaVey

Sempre in America l’incontro con Anton Lavey (Satana sceso sulla terra tra un tripudio di seguaci…), un personaggio davvero singolare.
Lo invitammo a Roma, volevamo fare delle foto per la promozione del film. Lui mi rispose subito con un telegramma su cui c’era scritto solo: “Yes, Yes, Yes” per 3 volte… Ma dopo un intervento dall’Alto non se ne fece più nulla. Ognuno a casa sua e qualche dollaro in più per Satana.
In America il film uscì nel 1970 con il titolo Witchcraft 70. Gli americani decisero di cambiare molti testi e quando Anton Lavey lo vide al cinema, si infuriò e ci furono problemi legali con i distributori americani.

Raspagen a Bahia

Raspagem a Bahia

Altro episodio che potrei citare è il Raspagem a Bahia. Un rito che si poteva realizzare con “quelle percussioni” che rendevano la cerimonia piena di sangue, di droga e sesso, oppure la strega di Londra, incontrata in una fredda notte oscura e filmata con qualche brivido in più che affrettò la nostra partenza da Londra.

Ne ho viste di cose “mai viste prima”…

Messa Nera

Messa Nera

Il testo del film fu affidato allo scrittore Alberto Bevilacqua. Gli feci vedere un pre-montato del film (il montaggio l’avevo curato io personalmente, come per Svezia Inferno e Paradiso) e a lui piacque molto tanto da decidere di scriverne un testo.
Il commento venne affidato a Enrico Maria Salerno, che devo dire mi ha aiutato moltissimo.

Il commento musicale fu affidato al mio amico e Maestro Piero Umiliani che scrisse una colonna sonora altamente suggestiva ed emozionante. Credo in assoluto sia tra le più belle musiche scritte da Piero.
Un misto di musica d’ambiente, bossa e samba.
Per questo film, andammo in Brasile insieme, dove sono state registrate alcune musiche con gruppi vocali locali che avevano un suono completamente diverso. Andammo con Piero alla ricerca di tutti gli strumenti musicali locali, soprattutto quelli a percussione, come il berimbau e il caxixi. Non per sottolineare o accompagnare le scene, a volte crude e violente, ma per portare lo spettatore a vivere le stesse sensazioni o emozioni che avevo provato io nel girarle.
Le altre musiche invece, le registrammo nel suo studio a Roma con talenti quali Edda Dell’Orso, Nora Orlandi e i Cantori Moderni di Alessandro Alessandroni.

Un’ultima nota: ora che sono passati tanti anni, quasi quaranta, posso dire che per me è stata un’esperienza bellissima girare un film come questo, con personaggi veri… Perché, ci tengo a precisarlo, era tutto vero quello che avevamo girato, non c’era nulla di falso, malgrado le affermazioni di alcuni critici dell’epoca, che ci accusarono di aver inventato tutto.
Solo alcune scene, per motivi cinematografici, furono ricostruite ma con i veri protagonisti, rispettando la realtà dei fatti.
Ripeto: era tutto vero!!!

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