La Ragazza dalla Pelle di Luna (1972)

  
Scheda del film:
   

Regia: Luigi Scattini
Sceneggiatura: Luigi Scattini Mario di Nardo
Con: Ugo Pagliai
  Beba Loncar
  Zeudi Araya
  Giacomo Rossi-Stuart
Fotografia Antonio Borghesi
Musiche di Piero Umiliani
Una Produzione: Aquila Cinematografica – P.A.C.

Sinossi:
Una coppia borghese in crisi decide di fare un viaggio alle isole Seychelles per ritrovarsi. Su quest’ultimo paradiso terrestre invece, a contatto con questa natura selvaggia e incontaminata, lui si invaghisce di una splendida bellezza locale e lei finisce nelle braccia di uno scrittore fallito. Alla fine però i due coniugi si riappacificano e lasciano l’isola per sempre…

Note del regista:
La ragazza dalla pelle di luna è il primo film della trilogia con Zeudi Araya. Gli altri sono: La Ragazza Fuoristrada (1973) e Il Corpo (1974). 
L’idea del film mi venne mentre mi trovavo a Mogadiscio, in Somalia,  durante dei sopralluoghi per un altro film. Una sera, in una bettola di pescatori, sentii parlare di alcune isole in mezzo all’oceano indiano, le Seychelles, che nessuno conosceva ancora, e che erano raggiungibili solo con una nave che partiva una volta al mese da Mombasa. Su quest’isola, dai racconti dei pescatori, si trovavano delle ragazze bellissime, dalla “pelle di luna”. Restai affascinato e incuriosito da questo loro racconto…
Tornato a Roma, un giorno per caso lessi (non ricordo più se su Panorama o L’Espresso) che finalmente avevano aperto un piccolo aeroporto a Mahè, nelle isole Seychelles, raggiungibile da Londra e da Nairobi con un volo settimanale.

Non ci pensai due volte e partii subito alla scoperta di questo paradiso perduto, con l’idea di trovare quelle famose ragazze dalla pelle di luna che tanto mi avevano incuriosito in quei racconti.
Il mio, fu uno dei primissimi voli per quell’isola. Stiamo parlando infatti del 1971. Quando atterrava l’aereo settimanale, tutta l’isola si riuniva a guardare fisso questo enorme “uccello” che portava con sé i primi turisti occidentali.
Ma le ragazze dalla pelle di luna non le trovai: vidi invece delle ragazze bruttine, non ce n’era una bella nemmeno a pagarla oro; tornai a Roma molto deluso ma con l’idea in testa di questo titolo per il film : LA RAGAZZA DALLA PELLE DI LUNA.

Foto di Mimmo Cattarinich

Foto di Mimmo Cattarinich

Una sera, a Roma, un agente mi portò una ragazza ventenne di Asmara che era stata eletta Miss Etiopia due anni prima e che era venuta in Italia per interpretare un spot pubblicitario per una nota marca di caffè (Tazza d’oro).
Lei con il soggetto della pellicola non c’entrava nulla, perché era eritrea, ma pensandola e immaginandola all’interno del film, mentre parlavamo, ebbi subito la sensazione che sarebbe stata di forte impatto.
A quel punto, avevo il titolo, le isole e la ragazza dalla pelle di luna, ma mancava una storia… pensai quindi a una trama semplice, molto banale e forse scontata, ma funzionale al genere e all’atmosfera del film.

Ugo Pagliai

Come protagonista maschile scegliemmo Ugo Pagliai, perché era un nome di forte richiamo.
Ugo era reduce dal successo televisivo de Il Segno del Comando, ed era diventato in pochissimo tempo l’idolo di tutte le donne.
Lui aveva fatto molto teatro fino a quel momento, era ed è un bravissimo attore, ma forse non era l’interprete più adatto per quel ruolo. In quegli anni c’era una netta divisione tra cinema e televisione e gli attori televisivi al cinema  non avevano mai avuto fortuna. Oggi invece la situazione è completamente diversa: se non ci fosse la televisione il cinema forse non vivrebbe…

Tra l’altro, ricordo ancora le polemiche di un critico cinematografico che attaccò proprio Ugo per aver interpretato la famosa scena d’amore tra lui e Zeudi su questa spiaggia bianca, in questo luogo deserto dove tutto trasudava libertà con… il costume da bagno!
Ma le motivazioni erano ovvie. Ugo era un personaggio televisivo e in quegli anni chi lavorava per la Tv di Stato non poteva certo spogliarsi.

Alla bellezza esotica e mozzafiato di Zeudi contrapponemmo qualla bianca e diafana di Beba Loncar, attrice internazionale che aveva già lavorato in Italia con Mauro Bolognini in La donna è una cosa meravigliosa, con Pietro Germi in Signori e signore e con Mario Monicelli in Brancaleone e le crociate.
Nel ruolo dello scrittore scritturai Giacomo Rossi-Stuart, padre di Kim, che aveva già lavorato con me in diversi film, sia come attore che come aiuto regista.

A quel punto il cast era al completo, la storia c’era, partimmo quindi per le Seychelles.

Una notte dovevamo girare una scena per riprendere la caccia al pescecane. Tutta la troupe si offrì volontaria per accompagnarci ma non c’era posto sulla barca. A quel punto si imbarcò un gruppo ristretto di persone e, tra questi, ovviamente anche Ugo Pagliai e Giacomo Rossi Stuart che dovevano interpretare la scena e Zeudi Araya che ci volle accompagnare.
Dopo poche ore il mare, come spesso avviene nell’Oceano Indiano, divenne forza 8…Il comandante non era certo dei migliori, beveva molto e nel pieno della “tempesta” era già ubriaco. Ce la vedemmo veramente brutta: il pericolo e i rischi erano tanti.
Dopo diverse ore riuscimmo a rientrare nel porticciolo completamente ricoperti dal salmastro, noi e le macchine da presa; pensavamo di dover buttare tutta l’attrezzatura e invece le macchine funzionavano. Tutta la troupe, mia moglie Dianella compresa (che in quel film faceva la segretaria di edizione) ci aspettava sulla spiaggia, temendo il peggio.
Quando il mare si calmò, decidemmo di girare la scena di giorno.

Un altro posto incantato era Bird Island, un’isola abitata da soli uccelli che nel volo di trasmigrazione si fermavano lì per depositare e covare le uova.
Fu un’emozione enorme trovarsi a girare su quell’isola: c’era un silenzio incredibile; l’unico rumore era il battito delle ali degli uccelli. E’ su quell’isola che Pagliai recita il suo monologo, che è un po’ l’addio dell’uomo occidentale alla natura selvaggia e alla libertà.
Mi hanno detto che oggi l’isola ha un aeroporto,  gli aerei atterrano più volte al giorno e di uccelli ne sono rimasti pochissimi…

Le Seychelles erano meravigliose. Spiagge bianchissime, conchiglie enormi, pescatori che lavoravano il guscio di tartaruga (oggi vietatissimo, per fortuna!) con la carta vetrata per lucidarlo e dargli forma, e per la prima volta vidi il Coco de Mer, che veniva portato dalla corrente dall’isola di Praslin. Una strana noce di cocco a forma di organo femminile. 

Il film, quando uscì nelle sale cinematografiche, riscosse un grande successo. Fu il boom turistico per le isole Seychelles e un grande successo per Zeudi Araya a cui, da allora, è rimasto come soprannome: la ragazza dalla pelle di luna.

La musica ancora una volta è stata composta, arrangiata e diretta dal grande Piero Umiliani, che per questo film inaugurò a Roma il suo studio di registrazione, Sound Workshop. Spessissimo con Zeudi ci recavamo nello suo studio mentre componeva la musica del film. I momenti più belli erano quando lo sentivamo suonare il pianoforte. E, infatti, il tema principale di questo film (Pelle di Luna), è un brano per piano solo che esalta ancora di più il gusto esotico e l’impatto emotivo della storia.

4 risposte a La Ragazza dalla Pelle di Luna (1972)

  1. filomeno scrive:

    Gran valor de la obra cinematográfica de Luigi Scattini

  2. paultemplar scrive:

    Un film che rivelò la bellezza straordinaria di Zeudi Araya.
    Paul Templar

    http://www.filmscoop.wordpress.com

  3. Gerardo scrive:

    Signore Scattini, lei conosce se questo film arrivò dalla Spagna?

    Grazie.

    Un saludo desde Valencia.

  4. filomeno scrive:

    Página 52 de “La Vanguardia”, de 4 de febrero de 1968: La actriz Beba Loncar dice que es italiana de adopción.

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