L’Amore Primitivo (1964)

  
Scheda del film:

Regia: Luigi Scattini
Soggetto: Luigi Scattini e Massimo Pupillo
Sceneggiatura: Amedeo Sollazzo
Fotografia Claudio Racca
Con: Franco Franchi
  Ciccio Ingrassia
  Jayne Mansfield
  Mike Hargitay
Voce Narrante: Riccardo Cucciolla
Musiche di: Coriolano Gori
Una Produzione: I.I.F. ITALIAN INTERNATIONAL FILM

Sinossi:
Dopo un lungo viaggio in terre lontane, una giovane e prosperosa studiosa d’antropologia mostra al suo professore il materiale cinematografico raccolto sulle usanze sessuali dei popoli primitivi.
L’incontro con il professore avviene nella camera dell’albergo dove la giovane studentessa soggiorna.
Due maldestri camerieri, Franco e Ciccio, attratti dalla bellezza e dalle curve della nuova ospite, si autonominano suoi assistenti. Spiandola attraverso il buco della serratura, i due, irromperanno alla fine della proiezione nella camera da letto.

Note del regista:
Nel 1964 partii con il mio amico operatore Claudio Racca in giro per il mondo: Africa, Asia, Americhe, isole esotiche, per realizzare un documentario su gli usi e i costumi sessuali delle varie popolazioni.

Tornati in Italia visionammo il materiale con il produttore, Fulvio Lucisano. Più il film andava avanti e più ci si rendeva conto che il materiale girato non avrebbe interessato nessuno. Dopo la proiezione mi alzai e dissi che dovevamo buttare la pellicola nella spazzatura. Nessuno sarebbe mai andato al cinema a vederlo!
A quel punto Fulvio, dopo averci pensato un po’, trovò la soluzione: bisognava inventare una storia adeguata alla moda del momento. Ci voleva un comico. Uno solo? No. Ecco Franchi e Ingrassia, la coppia più famosa su “tutti gli schermi”. Una diva? Ecco Jayne Mansfield, la bomba incendiaria. E infine, ecco la storia con tutti gli ornamenti necessari e fu il boom!!!
Sembra incredibile ma girammo l’intero film in due: l’intera troupe era composta da me a da Claudio Racca.
Il film costò all’epoca circa 40 milioni, e ne incassò circa un miliardo.
La bellezza della Mansfield e le gag di Franco e Ciccio aiutarono il successo del film, che oggi mi risulta essere considerato, dalle nuove generazioni e dagli amanti del genere, un vero e proprio cult.

La scena finale del film, ad esempio, il favoloso strip-tease di Jayne con le incredibili espressioni dei due comici, durava molto di più di quello che è stato poi inserito nel film. Ma forse erano scene troppo “spinte” per quei tempi…il seno nudo di Jayne, insieme ad altre scene sexy, vennero così tagliate da noi prima che lo facesse la censura.
Sarebbe bello poterle rivedere oggi…

Un ricordo di Jayne Mansfield:
Jayne era bellissima, una superfemmina una vera bomba sexy; amava il colore rosa in modo maniacale, tanto che sul set fece impazzire mia moglie, che mi aiutò a trovare lo smalto della tonalità rosa che voleva lei e il due pezzi utilizzato nel film. La accompagnò infatti, in un noto negozio romano dove dovettero farle su misura il pezzo di sopra perché non esisteva una misura per lei.
A parte questa sua mania per il colore rosa, per il resto era una vera professionista. Molto seria sul lavoro.
Giocava a far la sciocca ma non lo era. Io l’andavo a prendere sempre in aeroporto quando arrivava a Roma dagli Stati Uniti e parlavamo a lungo. Lei soggiornava sempre all’Hotel Hilton, ed è proprio lì che abbiamo girato gran parte degli interni.

 

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