Il Corpo (1974)

   
Scheda del film:

Regia: Luigi Scattini
Soggetto: Massimo Felisatti
  Fabio Pittorru
  Luigi Scattini
Fotografia: Antonio Borghesi
Con: Zeudi Araya
  Carroll Baker
  Enrico Maria Salerno
  Leonard Mann
Musiche Originali di: Piero Umiliani
Una Produzione: Filmarpa – P.A.C.

Sinossi:
Sull’isola caraibica di Trinidad, Princesse (Zeudi Araya), bellissima mulatta, suscita violente passioni in due uomini, il maturo e alcolizzato Antoine (Enrico Maria Salerno) e il giovane spiantato Alain (Leonard Mann). Alain si innamora di Princesse e insieme decidono di uccidere Antoine e di fuggire dall’isola. Ma per i due uomini la sensuale e cinica Princesse sarà solo causa di morte.

Note del regista:
Il Corpo è il mio terzo film girato con Zeudi Araya e conclude la trilogia che era iniziata due anni prima con La Ragazza dalla Pelle di Luna. Tra i tre, questo è sicuramente il film che forse mi ha soddisfatto di più dal punto di vista artistico, sia per l’interpretazione degli attori (Zeudi finalmente in un ruolo in cui poteva esprimere il suo talento) che sotto il profilo delle riprese. Dal punto di vista affettivo invece, ancora oggi sono molto più affezionato a La Ragazza dalla Pelle di Luna.

In questo film avevo finalmente  realizzato un sogno, quello dell’esotismo che mi aveva affascinato fin da ragazzo, quando sognavo le isole dei mari del Sud; Il Corpo è stato infatti girato in un’isola esotica (Trinidad) e con un titolo che dice tutto.
Ispirato vagamente a Il Postino Suona Sempre Due Volte, un dramma a forti tinte e un noir ancora oggi molto apprezzato della letteratura e del cinema americano. Amore e morte, sesso esasperato e violento sono gli ingredienti di questa storia che fu portata al cinema nel 1946 da una splendida Lana Turner, e da Ossessione di Luchino Visconti, che si ispirava al libro ma che era un discorso completamente a parte.

Il film è stato scritto da Massimo Felisatti e Fabio Pittorru, due bravissimi scrittori di genere crime & mystery. La tensione infatti non manca, soprattutto negli ultimi venti minuti, quando il film si tinge completamente di giallo con un finale molto drammatico.

Nella scelta del cast sono stato molto fortunato; la bellissima e malinconica Zeudi (il male) stanca di una situazione destinata a precipitare, Leonard Mann (attore americano che si era trasferito in Italia) nel ruolo di un giovane vagabondo senza scrupoli e dominato dalla donna, che sogna solo la fuga verso un mondo fattosi irraggiungibile. La superplatinata diva hollywoodiana Carroll Baker, nel ruolo di una moglie ormai vinta, schiacciata da un amore che non è più amore. E un eccellente Enrico Maria Salerno nel ruolo dell’alcolizzato Antoine.

 

Zeudi era ormai al suo terzo film e i suoi successi avevano un po’ condizionato il suo ruolo di star, creando qualche problema alla produzione. A volte si presentava in ritardo sul set provocando una certa tensione ma, alla fine, tutto andò bene e riuscimmo a portare a casa un buon film.

Salerno entrò subito nella parte e Leonard Mann rese credibile il suo essere così vagabondo. Carroll Baker interpretava un personaggio alla ricerca di un passato perduto e Zeudi una figura di donna consapevole del suo appeal e pronta a sfruttarlo come arma vincente, costi quel che costi.

Infine, lo sfondo naturale e la cornice caraibica di Trinidad, isola ancora poco sfruttata dal cinema, trasformatasi in un esaltante teatro di posa.
Anche i locali contribuirono molto e ci facilitarono il compito, aiutandoci a girare tra la gente e nei luoghi dell’isola senza alcuna difficoltà.

Solo Carroll Baker (resa famosa da Elia Kazan diversi anni prima nel film Baby Doll), arrivata fresca fresca da Hollywood, ci mise un po’ per ambientarsi all’isola e a noi…  Ma poi subì il nostro modo di girare, fatto di “macchine a mano” e movimenti particolari e - da vera professionista -  vi si adattò, tanto che alla fine si lasciò travolgere dal nostro calore, e quando l’accompagnammo all’aeroporto al suono delle Steel Band, ci accorgemmo che il film era proprio finito, e ci fu una certa commozione.

Una delle scene più belle la girammo in una località piena di fascino. Era considerato un luogo sacro e si raggiungeva in canoa attraverso alberi di mangrovie che affondavano le radici nell’acqua. Era il Sanctuary dove gli scarlet Ibis nidificavano. Il silenzio più assoluto era d’obbligo per non disturbare e non dimenticherò mai lo spettacolo che apparve davanti ai nostri occhi ad un mio battito di mani , una miriade di uccelli dalle piume rosse, si alzarono all’unisono. Il cielo improvvisamente si tinse di rosso e ci fu tanta emozione…

A differenza de “La Ragazza dalla pelle di luna” in cui le isole Seychelles venivano dipinte come delle cartoline, con spiagge bianche, palme e acqua cristallina, l’isola di Trinidad in questo film è ripresa sempre con una luce livida e fredda, con un cielo spesso grigio e minaccioso, proprio per accentuare quel senso di oppressione che accompagna i personaggi del film.

Un ricordo di Enrico Maria Salerno:
Con Enrico ci conoscevamo ormai da qualche anno. Sua era stata la splendida voce narrante dei miei due mondo movie: Svezia Inferno e Paradiso e Angeli Bianchi, Angeli Neri, e dirigerlo in questo film fu un vero piacere.
Da grande attore qual era aveva perfettamente capito che si può toccare il cuore dello spettatore anche con personaggi negativi, quali appunto Antoine.
Alla sera parlavamo spesso dei nostri progetti futuri e dei film o ruoli che avremmo voluto fare e interpretare; Enrico Maria si stava già calando nei panni di Mercuzio, l’eroe Shakespeariano, in un Giulietta e Romeo da girarsi a Trinidad. Un remake che ci entusiasmò, esaltandoci nelle notti tropicali, con la reciproca promessa di tornare a Trinidad, ormai nostro nuovo Paradiso. Ma non fu così…..

Anche per questo film la colonna musicale è stata affidata a Piero Umiliani. Un misto di jazz, suoni esotici e malinconici che evocano sensazioni e suggestioni ma soprattutto tensione, oppressione e drammaticità che sono una delle caratteristiche del film.

 
Un ringraziamento a Keith H. Brown, autore del blog Giallo Fever, per averci gentilmente concesso di usare i vidcaps del film.
    

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4 risposte a Il Corpo (1974)

  1. filomeno scrive:

    Publicidad en “La Vanguardia” del film, 7 de agosto de 1976: Zeudi Araya, la Venus de Ébano, en toda su belleza exótica. Esclava de un ser depravado sedujo a otro hombre para que la liberara de la sumisión (pag. 29)
    Crítica del film en la página 27 del 13 de agosto de 1976

  2. baye gana scrive:

    wonderful

  3. Il Corpo (1974) | Cinemacuts's Blog scrive:

    [...] Araya, corriendo por la playa de Trinidad, luciendo su incomparable belleza etíope, en Il Corpo. Like this:LikeBe the first to like this post. Esta entrada fue publicada en Erotic, Mis Cortes y [...]

  4. Anonimo scrive:

    Di leonard mann (al secolo, Leonardo Manzella) si sono perse le tracce… Tempo fa qualcuno sosteneva su un forum che facesse il medico in America. Lei ha notizie aggiornate?

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