Due Marines e un Generale (1966)

 

Scheda del film:

Regia: Luigi Scattini
Da un’idea di: Fulvio Lucisano
Sceneggiatura: Castellano & Pipolo
Con: Franco Franchi
Ciccio Ingrassia
Buster Keaton
Lino Banfi
Fred Clark
Marta Hyer
Musiche di Piero Umiliani
Una Produzione: I.I.F. ITALIAN INTERNATIONAL FILM
Prima Proiezione ITA 20 Aprile 1966
Prima Proiezione USA 18 Gennaio 1967
Prima Proiezione FRA 20 Dicembre 1972

Sinossi:
Durante gli ultimi giorni della guerra in nord Africa due marines americani di origine italiana (Ciccio Ingrassia e Franco Franchi) riescono a rubare dei piani segreti al generale tedesco (Buster Keaton) e vengono inviati ad Anzio per rendere inservibile “l’Anzio express”, una terribile arma che impedisce agli alleati lo sbarco. Arrivati ad Anzio i due marines, dopo essersi camuffati niente meno che da Hitler e da un suo gerarca, si scontrano di nuovo con il generale Keaton. I due portano a termine la missione eroica alla loro maniera e, alla fine, dopo aver catturato il Generale tedesco lo aiutano a fuggire per salvarlo.

Note del regista:
Ho dei bellissimi ricordi di Buster Keaton e sono tutti legati alla sua versatilità che lo spingeva a moltiplicare le sue gags in una continua scoppiettante variazione che suscitava le risate e gli applausi della troupe. Tanto che affiancammo a lui “grandi” caratteristi americani, quali Fred Clark e Martha Hyer.
Nella vita o almeno, quando l’ho conosciuto io, era un uomo molto stanco e anche un po’ malato. Ma quando si gridava “AZIONE!”, lui si illuminava ed entrava in scena con la forza che solo un grande attore può avere.

Buster Keaton, il "Generale von Kessler"

Buster Keaton, il Generale von Kessler

Questa sua versatilità ci portò a inventare lì per lì il finale del film:
Dovevamo girare la scena finale: i due marines (Franchi e Ingrassia) catturano durante la battaglia di Anzio, il generale tedesco von Kassler. Lo devono consegnare al Comando Alleato. Ma i due marines decidono di liberarlo, lasciandolo andare, nella confusione della battaglia.

Luigi Scattini e Buster Keaton, durante le riprese del film

Luigi Scattini e Buster Keaton, durante le riprese del film

Girammo la scena in un caldo pomeriggio d’estate, in uno sterminato campo di grano. Per confondersi meglio con la popolazione, il generale Keaton avrebbe dovuto togliersi la divisa e indossare abiti borghesi. Per rendere omaggio al grande Buster gli facemmo una sorpresa. Nel campo di grano, gli facemmo trovare uno spaventapasseri, che altri non era se non un manichino che indossava l’abito di scena di Keaton, usato in decine e decine di film durante la sua gloriosa carriera. Keaton si commosse e quando i due marines lo lasciano andar via attraverso i fumi degli incendi, vedemmo una lacrima scorrere sul suo volto rugoso e pronunciare l’unica battuta di tutto il film e di tutta la sua carriera di attore: “Thank you”. Era il suo addio al cinema e alla vita.
Morì infatti pochi mesi dopo, il 1° febbraio del 1966.

Franco e Ciccio avevano un gran timore di girare con Buster Keaton, mentre lui li lodava in continuazione per la loro bravura e per i loro giusti tempi comici. Franco Franchi, in modo particolare, era presissimo da Keaton. Lo osservava, ne studiava ogni gesto e movimento. E Keaton era molto lusingato di questo.

Il film fu presentato a Roma in anteprima al Salone Margherita. La sala era gremita di gente; critici cinematografici, attori, produttori ma soprattutto c’era lui, Buster Keaton, che aveva accettato l’invito a Roma per promuovere il film, nonostante le sue condizioni fisiche non glielo permettessero.
Ricordo che alla fine del film, quando si accesero le luci in sala ci fu una standing ovation che durò diversi minuti e la platea era tutta rivolta verso la galleria dove eravamo seduti noi, insieme agli attori del film, in prima fila. La sala stava dando, in quel momento, l’ultimo lunghissimo saluto al grande Keaton.

Piero Umiliani curò la colonna sonora del mio film. Piero aveva già esordito nel cinema nove anni prima scrivendo, con successo, la colonna sonora del film “I Soliti ignoti”. E con “Due marines e un generale” iniziò la nostra lunga collaborazione professionale.
La musica che accompagna il film è giocosa e ironica. E’ un misto di fanfare, marce militari e swing jazz che perfettamente sostengono il ritmo del film e il suo carattere comico.

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19 risposte a Due Marines e un Generale (1966)

  1. filomeno scrive:

    Consiguieron emocionar al normalmente imperturbable “Pamplinas”

  2. filomeno scrive:

    Crítica cinematográfica del film en “La Vanguardia”, día 11 de marzo de 1969, página 53, señalando el acierto del homenaje a Buster Keaton y la belleza de Martha Hyer en “Guerra a la italiana”

  3. jazztrain scrive:

    La scena finale è uno splendido omaggio all’arte di Buster Keaton.
    Ed è così bella che commuove veramente, sembra di assistere all’addio di un grande attore e autore.
    Volevo farle alcune domande.
    Come contattò Keaton? Cosa spinse il grande attore ad accettare la parte di un generale nazista?

  4. Luigi Scattini scrive:

    Ciao Jazztrain:
    Buster Keaton a quel tempo era sotto contratto con la American International Pictures (partner della Italian International Film, casa produttrice del film); gli inviammo la sceneggiatura, che fu subito accettata con estremo entusiasmo, perché gli permetteva di unire l’utile al dilettevole: venire in Italia e recitare nel ruolo di un famoso generale nazista, realmente esistito al tempo dello sbarco degli americani ad Anzio. Nonostante fosse un film comico, era basato su precisi riferimenti storici.
    La produzione non mi propose altri attori per quel ruolo; avevo il meglio che si potesse sperare ed era inutile cercare ancora.

  5. Salvador scrive:

    En España se llamó “Guerra a la italiana”, se estrenó omitiendo los nombres de Franco Franchi y Ciccio Ingrasia, y la nacionalidad de la película presentándola como si fuera americana.
    Me extrañó mucho que en la fachada del cine había fotografías de escenas que no salen en la película. Por ejemplo una larga fila de refugiados donde Keaton se camufla y se cruza con una fila de prisioneros, donde Está Martha Hyer.

  6. Salvador scrive:

    Los militares alemanes eran militares de carrera de oficio, servían al estado y no al partido que gobernara el mismo. Yo no considero nazi a Von Kassler.

  7. jazztrain scrive:

    Maestro Scattini, volevo segnalare questo link http://www.youtube.com/watch?v=nAyauP8MCYE
    Un film sonoro del 1932 con il grande Buster Keaton. Questo film non è certo paragonabile ai suoi grandi capolavori del muto.
    Eppure non è così cattivo come sembra e forse non è vero quel detto secondo cui il sonoro lo spinse al silenzio.
    Cosa ne pensa?
    Non sarebbe ora di rivalutare il Keaton sonoro degli anni 30?
    La saluto e la ringrazio ancora per la sua cortesia e disponibilità.

    • Luigi Scattini scrive:

      Ho sempre considerato Keaton un grandissimo attore che però come tutti sappiamo, visse il suo momento di gloria e splendore, solo fino all’arrivo del cinema sonoro.
      Non conoscevo questo film e la ringrazio per la segnalazione. Appena avrò tempo, lo guarderò sicuramente con molta curiosità.

      Esistono diversi lavori fatti da Keaton tra gli anni trenta e i sessanta ma credo che quasi mai abbia parlato. O almeno, a me non risulta. Anzi, tutti hanno sempre citato il famoso “Thank you” che dice alla fine del mio film “Due Marines e un generale” come l’unica frase mai pronunciata da Keaton.

      Un saluto caro,
      Luigi.

  8. Salva scrive:

    Yo he publicado un libro en España sobre Buster Keaton. “Doughboys” es muy buen talkie.
    Para futuras ediciones me interesaría tener alguna información si es posible. Su personaje era mudo cuando se escribió el guión o fue una decisión posterior, es decir cuando comenzó a rodarse la película.

  9. Luigi Scattini scrive:

    Ciao Salva,

    Per la scena finale del film “Due Marines e un Generale” era previsto che Keaton trovasse degli abiti su uno spaventapasseri in un campo e, aiutato dai due marines, li indossasse per scappare.

    A metà riprese del film, con gli sceneggiatori e il produttore pensammo di fare una sorpresa gradita a Keaton e facemmo arrivare i suoi abiti dall’America, quelli che aveva indossato sempre durante i suoi film muti.
    Keaton, nel vederli appesi sullo spaventapasseri, rimase veramente sorpreso e se si guarda attentamente la scena finale del film, lo si capisce chiaramente.

    La sceneggiatura prevedeva che lui, dopo aver indossato gli abiti, allontanandosi nel campo, si voltasse per salutare i suoi “nuovi amici” con la mano, ma invece, uscì spontaneamente quel “thank you” che ormai è entrato a far parte della storia del cinema.

  10. Salva scrive:

    Muchas gracias por la respuesta

    http://salvadorsainz.blogspot.com/

  11. Chriscellaneous scrive:

    Ciao, Luigi, I apologize that I do not speak Italian, but I wanted to let you know how much I enjoy this film, and that I think it is one of Buster’s greatest performances in his last years.
    In fact, I am writing an essay on Buster’s work during his last year, is it possible for me to contact you directly with some questions?
    Sincerely,
    Chris

  12. Luigi Scattini scrive:

    Ciao Chris,
    Many thanks for your comments.
    You’ve mail.

  13. Salva scrive:

    http://www.imdb.es/title/tt0061599/usercomments

    Mi crítica en Internet Movie DataBase español

    Saludos

  14. Salva scrive:

    Gracias, amigo Luigi, por sus películas.

  15. Stefania scrive:

    ma che cosa c’era nella clip? qualcuno l’ha salvata o sa dirmi il titolo oppure dove posso trovarla?
    grazie

  16. Anonimo scrive:

    Credo che Keaton abbia fatto dei film a cavallo tra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso in cui parlava…

  17. stefano scrive:

    gran bel film…

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